#VOCIDIREGATA: Luigi Rocchi
dal Dinghy a 50 anni come giudice di regata

Luigi Rocchi, classe 1931, ufficiale di regata da più di 50 anni. Ce lo hanno definito e indicato come una persona che c’è sempre stata, in terra e in mare, spinto da una forte passione e un sincero attaccamento alla 151 e ai suoi organizzatori.
Ha iniziato come regatante su un Dinghy «quello con la vela col picco e la poppa quadrata, una barchina in solitario perché sai, il mare mi piace perché puoi stare da solo…».
A un certo punto ha smesso come regatante e si è dato, per 15 anni, all’organizzazione di tutto quello che poteva riguardare la vela come segretario del Circolo Nautico di Livorno per poi passare allo YCL, sotto l’insistenza dell’allora presidente Uccelli, dove lavora come segretario da più di 30 anni.
Dopo la prima e la seconda chiacchierata con il gruppo di velisti/giornalisti di ritorno da Saint Maxime abbiamo deciso, alla stregua del nostro percorso con i fari, di pregustarsi i momenti cruciali della regata attraverso le parole di chi li ha vissuti fin dall’inizio. Per questo abbiamo chiesto a Luigi Rocchi di raccontare la 151 Miglia attraverso i suoi sapienti, ma tutt’altro che stanchi, occhi.

1. Come giudice di regata, quando si inizia a respirare aria di 151?

Quando iniziano le riunioni organizzative, quindi in questi giorni. Di solito mi chiama Roberto in qualità di Presidente dello YCRMP. Ci ritroviamo a Marina di Pisa la sera, verso le 21…  Io mi trovo ad occuparmi principalmente del Comitato di Regata, come è ovvio che sia. E poi per me la partenza effettiva da Livorno è un sempre momento speciale.

2. Quindi è la partenza il momento dell’attesa che le piace di più?

Sì, il briefing ma soprattutto il pranzo che viene dopo, il briefing ufficioso.
Cioè? – Dopo l’incontro con gli armatori dove di solito parlano i Presidenti dei Circoli, sia il Comitato di Regata che il Comitato Organizzatore si ritrovano a pranzo e si allineano sulla base delle indicazioni della barca comitato. E’ un momento cruciale in cui ci mettiamo d’accordo a livello operativo curando ogni dettaglio, nulla è lasciato al caso.

3. Ci racconta la partenza?

La linea di partenza si crea con due barche, Comitato e Controstarter, io sono sulla seconda. Viene creata una linea retta immaginaria in mare tra le due barche, la barca comitato è la prima a posizionarsi e comunica alla controstarter i gradi bussola del vento. Successivamente la controstarter si posizione a 90° della linea di vento e alla sinistra della barca comitato, a una distanza che possa contenere tutte le imbarcazioni in gara. L’anno scorso la linea di partenza era talmente ampia, visto che partivano in due scaglioni, che ci voleva il binocolo per vedersi tra le due barche… – ride.

E’ divertente?

Sì, e bellissimo anche se c’è da avere paura perché ti sfrecciano accanto tantissima imbarcazioni e specialmente alcune sono grandi e vanno molto veloci. E’ un momento tanto delicato quanto fondamentale, carico di tensione.

4. Ma per lei, Luigi, qual è stato il momento che ricorda più nitidamente tra tutte le 7 edizioni? E ne ha mai fatta una da regatante?

La partenza della prima. E’ vero che l’emozione diventa sempre più grande di anno in anno con l’aumentare del numero e del prestigio delle imbarcazioni ma vedere partire tutte insieme un centinaio di barche, quello il numero al tempo, è stata un’emozione e un colpo d’occhio indescrivibile per me e per questo mare.
No, non l’ho mai fatta. Sono un tipo da navigazione in solitaria… Ora ho 85 anni e, va bene che modestia a parte se mi vede sono sempre un giovanotto, ma non è più il caso – ride ancora -. Rimane comunque una delle più belle regate che ci sono al momento, e ne ho viste davvero tante.

Perché?

Non nascondo il mio affetto per Roberto Lacorte e per Gianluca Romoli ma aldilà delle persone c’è un dato di fatto: non tutti i circoli si comportano così bene come il loro.
E poi sì sa, il percorso è meraviglioso: Livorno, Corsica, Elba e poi Punta Ala. Un viaggio nell’arcipelago toscano che tutti ci invidiano. Anche a terra, ci sono dei bellissimi momenti di incontro per gli armatori.
Come le ho detto, tra gli amanti della vela, ci sto proprio volentieri e poi è sicuraMente tutta salute!
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