#VOCIDIREGATA: Giovanni Capitani
Giudice di Regata, passaggio alle Formiche di Grosseto

Giovanni Capitani, classe 1940, giudice di regata fin dalla prima edizione. Presidia da sempre con passione e cura quei tre scogli che compongono le Formiche di Grosseto, sicuraMente tanto importanti per la 151 Miglia quanto caratteristici per l’arcipelago Toscano.

1. Formiche di Grosseto, misurazione di un passaggio che in caso di riduzione di percorso può rivelarsi determinante, in cosa consiste il suo lavoro?

Spesso sono anche alla partenza a Livorno ma è solo quando la barche iniziano a passare la Giraglia che calcolo i tempi di navigazione e ci muoviamo con la barca giuria alle Formiche. E aspettiamo, con qualsiasi tempo.

2. Ci sono delle condizioni ottimali?

In realtà la difficoltà è proprio quella, non hai modo di dar fondo alle ancore perché di fatto le Formiche di Grosseto sono uno scoglio in mezzo al mare, c’è solo una piccola rada. Quindi o stai sui motori o… insomma dipende dal vento. Se c’è, l’attesa è veloce e movimentata perché le barche arrivano ma bisogna stare molto attenti a non intralciare nessuna rotta.

Se non c’è vento invece si sta bene all’ancora ma devi aspettare parecchio. L’importante è organizzarsi con una barca abbastanza comoda per poterci passare la notte considerando che stiamo lì circa 24 ore.

3. E per i passaggi?

Per quanto riguarda i passaggi è il riconoscimento delle barche l’aspetto più difficile, soprattutto la notte perché le Formiche di Grosseto sono fuori dallo spazio tempo di qualsiasi segnale…! Va solo il telefono quindi niente tracking e noi dobbiamo continuamente chiamare Punta Ala per sapere a che punto sono le barche. Qualcuno che ci avverte c’è ma alcuni lo fanno quando magari sono a 5 miglia e chi è parecchio più vicino non chiama… insomma, poi andarli a riconoscere è difficile soprattutto di notte.

4. Note di colore?

La cosa che da più fastidio alle Formiche di Grosseto sono i gabbiani che vedono degli intrusi e fanno baccano tutta la notte, non si riesce a dormire. Un anno Fabio Taccola voleva fare delle foto dalle formiche e scese ma dovette scappare perché i gabbiani lo assalirono – ride forte – è il periodo in cui i gabbiani fanno le uova quindi sono molto sensibili.

Due edizioni fa fu impossibile per il freddo, prese tutti alla sprovvista e non sapevamo come fare.

La scorsa edizione invece è stata bellissima da vedere per la luna: era talmente piena e vicina che illuminava a giorno e noi potevamo riconoscere tranquillamente tutte le barche anche di notte.

5. L’ha mai fatta da regatante?

Eh no… gli impegni da giudice di regata sono sempre passati avanti ma mi piacerebbe tanto farne una. Vorrebbe dire tornare un po’ indietro con gli anni, sarebbe bellissimo.

6. Qual è il momento che le piace di più?

Si inizia a respirare 151 Miglia una volta pronto il bando di regata, si contatta la barca, le persone coinvolte e già lì, “l’iniziare a lavorare per…” è un piacere. Ma quando cominciano ad arrivare le barche, è lì il vero divertimento, è vederle passare: le manovre, i sorpassi, i passaggi. Quando cominci a parlare con le barche, ti scambi una parola con gli armatori che ormai conosci da tempo. Ecco, il “contatto” con le barche che passano… ognuna aggiunge bellezza e soddisfazione al mio lavoro.

A volte ci sono casi in cui ci si spaventa, ci sono barche che vanno in secca o prendono gli scogli oppure si avvicinano troppo all’isola… Ecco perché l’attenzione è comunque massima, sempre.

Anche le lunghe attese sono belle in realtà… ma sai, quando si sta per mare si sta sempre bene.

 

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