#VOCIDIREGATA: Alessandro Menchetti
Vice Nostromo, Marina di Punta Ala

Dopo aver letto i racconti della partenza di Luigi Rocchi e quelli delle attese alle Formiche di Grosseto di Giovanni Capitani, arriviamo finalmente ad Alessandro Menchetti, classe 1970, che lavora al Marina di Punta Ala dal 1992. Ogni anno accoglie e accompagna al proprio ormeggio fino all’ultima barca che taglia la linea del traguardo.

1. In cosa consiste il tuo lavoro? Qual è l’aspetto più difficile per la 151?

Come Vice Nostromo al Marina di Punta Ala mi occupo principalmente dell’assistenza delle imbarcazioni durante la manovra di ormeggio e tutto quello che riguarda la sicurezza, quindi anche per le manutenzioni durante tutto l’anno.

L’aspetto più difficile per la 151 è sicuraMente la logistica per l’assegnazione degli omaggi. Dobbiamo tenere conto delle caratteristiche strutturali di ogni singola imbarcazione (lunghezza, larghezza e pescaggio) e personalizzare gli ormeggi per ognuna di esse. Questo lavoro viene svolto a tavolino con la collaborazione dello YCPA che ci fornisce l’elenco completo degli iscritti.

Poi c’è l’assistenza ad ogni singola barca dopo che ha tagliato il traguardo: i nostri gommoni la accolgono e la accompagnano all’ormeggio dove troverà ulteriore assistenza in banchina. Questo per tutta la notte fino all’ultima barca che taglia il traguardo.

2. Come capo degli ormeggiatori del Marina di Punta Ala, quando si inizia a respirare aria di 151? C’è un momento in particolare in cui ti capita di fermarti e realizzare “Cavolo, tra poco c’è la 151 miglia”?

Il nostro lavoro inizia molto prima della data della 151 Miglia, quando verifichiamo gli ormeggi che verranno assegnati. Posizioniamo un pontile galleggiante proprio per incrementare il numero dei posti barca. E poi quando finalmente tutto è pronto realizziamo che sta per partire una nuova edizione della 151… è una sensazione unica.

3. Qual è la cosa che più aspetti dell’evento? Quale quella che aspetti di meno?

La mia più grande soddisfazione è la sua perfetta riuscita con l’impegno di fare sempre meglio per le manifestazioni future. Poi spero sempre che non ci siano imprevisti ma è capitato di avere problemi di pescaggio durante la manovra di ormeggio, dalla nostra però avevamo l’esperienza del personale del Marina di Punta Ala che prontamente ha risolto.

4. La soddisfazione più grande a evento finito è per…?

Assistere alla premiazione. Vedi distintamente la stanchezza e la soddisfazione negli occhi dei regatanti e, nonostante sia una competizione, si respira un’atmosfera piacevole ed è gratificante anche per tutti gli ormeggiatori che hanno lavorato ininterrottamente per giorni.

5. Ci racconti il tuo momento più bello tra le varie edizioni?

Più che un momento quello che mi riempie maggiormente è continuare a fare sempre meglio: la crescita del numero delle barche, il calore dei partecipanti, gli obiettivi che ci diamo ogni anno… Con i Presidenti degli YC durante l’anno ci confrontiamo per scambiarci idee e suggerimenti per la sua riuscita sempre più significativa.

6. Perché un armatore dovrebbe continuare a sceglierla?

Non ho mai partecipato come regatante ma è sicuraMente un’esperienza indimenticabile. Non vedo come un armatore potrebbe scegliere di non partecipare alla 151 Miglia che, fra le altre cose ormai è una classica nel Mediterraneo.

Non è una regata d’altura, è LA regata d’altura.

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