VOCI DI REGATA: metti un gruppo di velisti di ritorno da Saint Maxime

Può succedere che un gruppo di velisti si ritrovi ad essere invitato per provare una barca a Saint Maxime, può succedere che tra questi ci sia il nostro amico Giacomo Giulietti e che la barca in questione sia un Wauquiez 48 Pilot Saloon.
Può succedere anche che nel viaggio di ritorno, tra il sale ancora addosso e la malinconia di essere di nuovo a terra, il nostro amico di Sailing&Travel riceva una telefona dalla 151 Miglia.
Tra una battuta e l’altra abbiamo iniziato a fargli una serie di domande non senza interruzioni di linea e intromissioni di chi non era d’accordo con le sue risposte.
Ecco una disordinata intervista che sicuraMente vi strapperà più di un sorriso.

   1. Quali sono le 5 cose fondamentali da portare in barca?

Acqua, Nut… Nocciolata, Celadrin… Giulietti sei un ruffiano! – voce femminile fuori campo –  giubbino/blusa e scarpe ma se siamo in crociera le sostituisco con un libro.

   2. Cosa provi quando arrivi in porto? E qual è la prima cosa che cerchi?

Se è pieno, fastidio. Se è vuoto, soddisfazione di essere uno dei pochi. Se è dopo una navigazione molto lunga, soddisfazione per essere arrivato a casa, se è domenica pomeriggio, tristezza perché è finito il fine settimana.
Cerco, nell’ordine: spazzaturabirrawifi…  il bagno! – stessa voce femminile di prima.
Solo le donne cittadine cercano il bagno, dice Giulietti, gli uomini la fanno dalla falchetta e anche le donne marittime si arrangiano.

   3. Cosa temi maggiormente quando sei in barca? E ti sei mai spaventato sul serio?

Uno che russa! – questa tipa le sa tutte!
Sì e mi trova d’accordo sul pericolo notturno di quello che russa. Poi il mal di mare, la perdita della barca, le moto d’acqua (maledetti!) e la bonaccia.
All’Elba, botta di vento oltre i 45 nodi con diversi metri d’onda (da bordo sembrano sempre più grosse, ma nel cavo dell’onda non vedevamo l’isola, ma solo mare). Avevo 17 anni ed ero con due amici, avevamo trovato tre disgraziate che non erano mai state in barca e volevamo portarle a fare il bagno. I bollettini meteo annunciavano avvisi di burrasca da due giorni: siamo usciti da Marciana Marina e ci ha preso il groppo dopo una mezz’oretta di navigazione. Noi eravamo esperti, ma ho pensato: speriamo di arrivare a casa. Abbiamo navigato a secco di vele da Marciana fino a Porto Ferraio, dove, girato il capo, si è spento mare e vento. Le tre disgraziate sono saltate in banchina prima delle cime d’ormeggio, ma a differenza di queste ultime, non sono rimaste attaccate alla barca e sono sparite tra i vicoli del paese.

   4. Qual è l’emozione più grande che hai provato in barca? 

Gioia per il mondiale vinto a St. Tropez sui 12 metri S.I e felicità per il porto dopo la scenetta di cui sopra.

   5. La cambusa chi la fa? Cosa non deve mancare mai? Qual è il tuo piatto forte? 

La moglie dell’armatore! Cioccolata, prosciutto, acciughine, caffè, uova, verdura, frutta fresca e secca… E sono un mago del tonno e pomodoro e del pomodoro e tonn…. tu tu tu tu tu.
… Pronto? Pronto?!?
Può succedere che, a un certo punto, a causa di compagnie telefoniche che remano contro, la linea cada e non si riesca più a riprenderla per qualche tempo lasciando così in sospeso le domande più divertenti che ci eravamo tenute in serbo da ultime.
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