SicuraMente 151 Miglia: 7 regole per la vostra sicurezza in regata

Se il faro è la nostra guida per questa settima edizione della 151 Miglia – Trofeo Celadrin, la vostra e la nostra sicurezza in mare sono il nostro obiettivo.
La 151 Miglia è una regata d’altura, pertanto comporta tutta una serie di difficoltà per l’equipaggio (fatica, resistenza e concentrazione), ma allo stesso tempo è anche una costiera, viste le caratteristiche del suo percorso, che concede momenti rilassanti e di solo piacere di stare per mare. In sintesi, è una regata completa.
Per farvela vivere al meglio abbiamo fatto quattro chiacchiere con Umberto Verna di Safetyworld e siamo riusciti a condensare in 7 regole le buone pratiche che ci permetteranno, vento permettendo, di macinare queste 151 miglia in tutta sicurezza.

1. La 151 Miglia si svolge su un campo di regata a cavallo tra due mari, il Ligure e l’alto Tirreno, con due passaggi impegnativi: quello della Giraglia, in cui è noto l’effetto di amplificazione degli eventi meteo creati da Capo Corso, e quello delle Formiche di Grosseto. In condizioni dure, non è l’intensità del vento che preoccupa, ma la forza del mare, perché è l’onda che crea difficoltà strutturali alla barca e fisiche all’equipaggio. Bisogna quindi  avere la massima cura dello stato della barca e sensibilizzare l’equipaggio all’attenzione per eseguire le manovre al meglio in condizioni di mare formato.

2. In una regata come la 151 Miglia ci si può trovare in zone di mare dove l’onda morta o incrociata prevale e rimane fino al cambio del vento. Questo porta a situazioni di vela continue in condizioni di instabilità, ma non credete che con poco vento la situazione sia meno difficile: attenzione, in questi casi, ai colpi di sole, alla disidratazione e allo stress da piatta…
3. Prima di salpare, non dimenticate il check della barca e il briefing con l’equipaggio. Avete poi preparato un vostro schema scritto per un briefing safety/emergency? Avete scelto uno schema di turni? Avete definito bene i ruoli?
4. Molto importante: tenete sempre il VHF acceso sul canale della regata in DW (dual watch) sul Ch. 16, perché l’aiuto tra barche è fondamentale, oltre che obbligatorio. Chi a bordo ha l’AIS, inoltre, ricordi sempre che non tutti i pescherecci e le piccole imbarcazioni ne sono dotati. Occhi bene aperti, quindi…
5. In caso di ritiro, ricordatevi sempre, come riportato nelle Istruzioni di Regata, di avvisare il Comitato Organizzatore e, cosa non richiesta ma utile ai fini della sicurezza, della causa del medesimo.
6. In caso di incidente invece è importante contattare l’organizzazione e utilizzare il VHF sul canale 16 lanciando il pan-pan, che a differenza dei contatti in telefonia mobile permette a chi è vicino di sentirvi per l’assistenza. In caso di problema medico a bordo, bisogna contattare il CIRM attraverso il pan-pan medico, lanciato sul VHF o via telefono allo 06 59290263, e consultare il manuale pan-pan medico a bordo, ideato per la tele assistenza radio. Novità di quest’anno, la presenza della nuova cassetta medica Italiana e le competenze richieste della sez. 6 delle Offshore Special Regulations.
7. Nel malaugurato caso di una situazione di emergenza e richiesta soccorso con MayDay, è importante mantenere lucidità e correttezza nel comunicare con i soccorritori, ovvero il SAR (Search and Rescue), che opera secondo standard e protocolli collaudati: via VHF sul canale 16, via telefono al 1530 o con i numeri diretti, con i razzi (portata stimata 5 miglia di giorno e 10 di notte: per utilizzarli non dimenticate di usare i guanti). Chi ha l’EPIRB o il PLB può usarlo – dopo il contatto voce sul 16, il Distress sul VHF-DSC e il telefono – rompendo il sigillo e schiacciando il tasto: sarete contattati anche sul telefono che avrete lasciato alla registrazione dell’EPIRB, che va tenuto in una custodia stagna.
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