Il faro di San Venerio

Dopo la Lanterna di Genova, il nostro viaggio tra i luoghi della 151Miglia prosegue seguendo la costa e si imbatte in un altro faro.

Un altro faro con le sue storie da raccontare e il suo modo unico di raccontarle. Un faro come un amico di vecchia data, come qualcuno su cui contare, sempre.

 

In questo caso il nostro faro è davvero una persona in carne ed ossa: San Venerio, vissuto tra il 560 e il 630, che durante il suo eremitaggio sull’Isola di Tino si occupò di tenere costantemente acceso un falò per i pescatori del luogo. Un atto di grande generosità e amore che gli abitanti del Golfo di La Spezia ricordano ancora oggi celebrando ogni 13 settembre la festa di San Venerio, nominato santo patrono del golfo nel 1961.

 

Nel 1840 venne costruito in suo onore il faro che ancora oggi domina la piccola isola a largo di Portovenere e che vigila sul settore che confina a nord ovest con la Lanterna di Genova e a sud con il faro di Livorno. Un omaggio monumentale ad un vero e proprio eroe per gli abitanti del golfo e non solo, visto che è stato scelto come santo protettore dei fanalisti italiani.

 

Inoltre, a San Venerio stata dedicata una poesia, la poesia del farista, quasi una preghiera, un’invocazione, una richiesta di aiuto sincera cara a tutti gli uomini di mare che affrontano la vita come se fossero sempre in balia delle onde, proprio come i protagonisti della nostra 151 Miglia:

 

“L’attività nostra guidi sulla via della sicurezza
marinai, pescatori e quanti all’infido mar si affidano.
Dà a noi la forza che tu avevi per superare lo sconforto
che isolamento e disagi aumentano”.

 

Parole che ricercano conforto, come un mantra, che avranno sicuraMente rievocato anche tra i vostri ricordi momenti belli o brutti passati in mare.

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