Dammi vento, ti darò miglia

“La scia si allunga, di giorno bianca e densa di vita, di notte luminosa come una chioma di sogni e di stelle. L’acqua scorre sulla carena, e romba, canta, sussurra, secondo il vento, secondo il cielo, secondo il tramonto che sia stato rosso o grigio. C’è rosso di sera da parecchi giorni, e il vento canterella nell’attrezzatura, fa sbattere ogni tanto una drizza contro l’albero, passa sulle vele come una carezza, e prosegue verso ovest e Madera, mentre Joshua scende a 7 nodi verso sud, nell’Aliseo. Vento, mare, barca e vele formano un tutto unico, compatto e diffuso, senza principio né fine, che è parte e tutto dell’universo, di questo mio universo. Guardo il tramonto, respiro l’aria dell’alto mare, e il mio essere si schiude, la mia gioia vola così in alto che nulla può raggiungerla. In quanto alle cose che talvolta mi turbavano, non hanno alcun peso di fronte all’immensità di una scia vicinissima al cielo, e colma del vento marino, che è immune da moventi comuni e meschini.”
(La lunga rotta, Bernard Moitessier)
Oggi vogliamo goderci le parole in particolare. Non ce ne vogliano gli altri armatori ma non potevamo certo esimerci dal cogliere l’opportunità che ci ha regalato Piercarlo Antonelli con la sua Bora First x 2 citando lo straordinario personaggio di Bernard Moitessier. Piercarlo ha scelto la promessa che Joshua, la barca di Moitessier, fa al suo comandante: “Dammi vento, ti darò miglia”.
Dopo aver letto anche soltanto l’inizio de La lunga rotta è difficile, per chiunque altro, scrivere in prosa del marinaio solitario, della barca e del suo elemento. Il libro è il racconto di un uomo straordinario, Bernard Moitessier, e la sua barca di 12 metri, Joshua, durante una gara epica, la Golden Globe del 1968: la navigazione del globo in solitario, senza scalo e senza assistenza, passando dai tre capi, Capo di Buona Speranza in Sud Africa, Capo Leeuwin in Australia e capo Horn in Sud America, partendo e arrivando nello stesso posto.
Lungi da noi paragonare le emozioni epiche di Moitessier intorno al globo con quelle della nostra 151Miglia ma c’è sicuraMente un elemento ricorrente: il rapporto con il mare e con la propria barca. C’è un qualcosa di mistico in ogni uomo o donna che va per mare. Hanno questa inquietudine interiore che li anima e che li rende smaniosi e famelici fintanto che non arrivano in banchina pronti per prendere il largo. Ed è bellissimo pensare che quella promessa, “dammi vento, ti darò miglia”, possa in qualche modo rappresentare ognuno di voi. Un accordo silenzioso tra la barca e il suo comandante, un’intesa speciale, un rapporto quasi viscerale.
Nella sua impresa Moitessier decide di abbandonare la regata e continuare a navigare verso oriente. Cambiando rotta scrive al Sunday Times: “Continuo senza scalo verso le isole del pacifico perchè in mare sono felice e forse anche per salvarmi l’anima….” 
Poche righe che avrebbero fatto rapidamente il giro del mondo.
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